BELLA E PERDUTA

BELLA E PERDUTA

ANNO 2015

REGIA Sara Fgaier
CAST

Andrea Renzi, Sara Serraiocco, Emilio Scarpa, Lise Lomi, Maria Fernanda Candido, Stefano Rossi Giordani, Amira Chebli, Elyas Turki

SCENEGGIATURA

Sara Fgaier, Sabrina Cusano, Maurizio Buquicchio

FOTOGRAFIA

Alberto Fasulo

MONTAGGIO

Aline Hervé, Sara Fgaier, Enrica Gatto

SCENOGRAFIA

Santo-Pablo Krappmann

COSTUMI

Andrea Cavalletto

MUSICA

Carlo Crivelli

PRODUTTORE

Serena Alfieri, Lucilla Cristaldi, Sara Fgaier, Marco Alessi

PROUZIONE

Limen, Avventurosa, Dugong Films, con Rai Cinema

DISTRIBUZIONE

Luce Cinecittà

VENDITE ESTERE

Rai Cinema International Distribution

regia di: Pietro Marcello
cast: Tommaso Cestrone, Sergio Vitolo, Gesuino Pittalis, Elio Germano
sceneggiatura: Maurizio Braucci, Pietro Marcello
fotografia: Pietro Marcello, Salvatore Landi
montaggio: Sara Fgaier
produzione: Avventurosa, RAI Cinema, Luce Cinecittà
distribuzione: Luce Cinecittà
vendite estere: The Match Factory

Dalle viscere del Vesuvio, Pulcinella, servo sciocco, viene inviato nella Campania dei giorni nostri per esaudire le ultime volontà di Tommaso, un semplice pastore: mettere in salvo un giovane bufalo di nome Sarchiapone.
Nella Reggia di Carditello, residenza borbonica abbandonata a sé stessa nel cuore della terra dei fuochi, delle cui spoglie Tommaso si prendeva cura, Pulcinella trova il bufalotto e lo porta con sé verso nord. I due servi, uomo e animale, intraprendono un lungo viaggio in un’Italia bella e perduta alla fine del quale non ci sarà quel che speravano di trovare.

NOTE DI REGIA

Ho imparato a guardare l’Italia contemplando il suo paesaggio dai treni, riscoprendo di volta in volta la sua bellezza e la sua rovina. Spesso ho pensato di realizzare un film itinerante che attraversasse la provincia per provare a raccontare l’Italia: bella, sì, ma perduta.
Anche Leopardi la descriveva come una donna che piange con la testa tra le mani per il peso della sua storia, per il male atavico di essere troppo bella.

Quando mi sono imbattuto nella Reggia di Carditello e nella favola – perché di favola si tratta – di Tommaso, “l’angelo di Carditello”, il pastore che con immensi sacrifici ha deciso di dedicare tanti anni della sua vita alla cura di un bene artistico abbandonato, ho visto una potente metafora di ciò che sentivo la necessità di raccontare: dopo la morte di Tommaso, prematura e improvvisa, Bella e perduta – nato inizialmente come un “viaggio in Italia” destinato a toccare altre tappe – è diventato un altro film, sposando fiaba e documentario, sogno e realtà. Carditello è l’emblema della bellezza perduta e della lotta del singolo, dell’orfano che non si arrende a un meccanismo incancrenito di distruzione e disfacimento; e allo stesso tempo questa storia così radicata nella Storia del nostro Paese indaga un tema, quello del rapporto tra uomo e natura, mai così universale, a ogni latitudine.